Produttori vini piemontesi
Tre aziende molto diverse, ma guidate nel rispetto della tradizione
Con la famiglia Sartirano rinasce Tenuta La Fiammenga: i cugini Paolo e Guido danno nuova vita alla storica cantina di Cioccaro di Penango, trenta ettari nel Monferrato nell’Astigiano che già guarda il Casalese.
San Silvestro a Novello e l’azienda agricola Costa di Bussia – Tenuta Arnulfo a Monforte d’Alba: due realtà diverse e complementari, la realizzazione di un sogno condiviso da Guido e Paolo Sartirano e dalla famiglia a cui appartengono.
La Fiammenga
L’avvento della famiglia Sartirano, con una lunga esperienza nell’imprenditoria del vino piemontese, ha segnato un nuovo capitolo per la Tenuta Fiammenga, portando un soffio d’innovazione pur rimanendo fedeli alla ricca eredità culturale e vinicola del luogo.
I Sartirano hanno come mission il rafforzamento del legame con la terra e il recupero di antichi metodi di vinificazione: La Fiammenga si trasformerà in una destinazione enologica che guarda al futuro senza dimenticare il passato. È stato fatto un grande lavoro di reimpianto dei vigneti, mettendo un’attenzione particolare verso la produzione di vini che riflettano l’originalità e la qualità del Monferrato.
Oggi, la Tenuta Fiammenga continua a essere un simbolo di come la storia, l’arte e la viticultura possano intrecciarsi per creare vini che non sono solo espressioni di un territorio ma anche testimoni di una ricca eredità culturale.
La Tenuta Fiammenga sono 30 ettari coltivati naturalmente nel cuore del Monferrato, la maggior parte (25) vitati e produttivi, o in fase di reimpianto. Le varietà coltivate sono le tradizionali: Barbera, Grignolino e Freisa; accanto ad altri vitigni che respirano un’aria internazionale, Cabernet, Merlot, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Nero.
San Silvestro
San Silvestro è la cantina storica di famiglia, con attuale sede a Novello, sulle rive del Lago Ghercina, con una cantina semi-interrata e dotata di tutte le più moderne tecnologie per garantire qualità e sicurezza. 5.000 metri quadrati di superficie coperta, un laboratorio per il controllo qualità interno, 20’000 ettolitri di capacità di stoccaggio, un’area dedicata all’affinamento in botti di legno, una linea di imbottigliamento con un potenziale di 4000 bottiglie all’ora, una capacità di stoccaggio di vini confezionati per 1200 bancali, ambienti a temperatura e umidità controllata, uno show room interno per la vendita diretta dei prodotti, una sala degustazione e un’area meeting attrezzata.
Produzione di vini biologici certificati.
Da Novembre 2013 l’azienda ha ottenuto lo standard globale BRC, un programma di certificazione della qualità e della sicurezza ormai utilizzata da oltre 20’000 fornitori in 90 Paesi diversi. Questo standard indica una standardizzazione della qualità, della sicurezza e dei criteri produttivi e assicura al consumatore finale protezione e rispetto.
Anno 2016: valutazione A
Costa di Bussia
Costa di Bussia è la tenuta acquistata il 26 giugno 1988 da Paolo Sartirano, sulla famosa collina Bussia, a Monforte d’Alba.
Fondata nel 1874 dal Cav. Luigi Arnulfo, Costa di Bussia si distingue da subito per la sua storicità, la sua natura di azienda agricola e soprattutto i suoi 11 ettari di vigneti in un unico appezzamento. Costa di Bussia è una cantina completamente autonoma: i vini vengono prodotti esclusivamente con le uve di proprietà, vinificati e affinati nella grandi botti presenti in cantina, imbottigliati e confezionati direttamente all’origine. Un piccolo gioiello, insomma, con una produzione media annua che si aggira intorno alle 80’000 bottiglie.
Documenti rinvenuti durante la ristrutturazione dei vecchi locali dell’azienda, testimoniano l’attività di Luigi Arnulfo, fondatore e meglio conosciuto come “Pioniere del Barolo” nel mondo. La sua impresa maggiore fu sicuramente quella di esportare il suo Barolo verso gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed in altri paesi europei già a partire dal 1889. Il Cav. Luigi Arnulfo fu inoltre tra i primi produttori ad indicare sull’etichetta dei propri vini la zona di produzione. Sulle bottiglie di Barolo del 1883, alla stregua dei grandi Crus Francesi, è evidenziata la Regione Bussia, già conosciuta all’epoca come area di produzione di vini di alta qualità.
